FONTE:
Questo articolo è datato 18 novembre 2005 dalla rivista LE SCIENZE e anche se non è attuale lascia spazio ad alcune riflessioni. Un sismologo, Richard Allen affermava di aver trovato un sistema per prevedere un terremoto con 20 secondi di anticipo. La prima reazione è quella di pensare cosa si può fare entro 20 secondi………..beh, direi molto e se non siete di questo parere vi consiglio di leggere questo vecchio articolo!
Sviluppato un metodo per prevedere con decine di secondi di anticipo i movimenti sismici dovuti ai terremoti
Un sismologo dell’Università della California di Berkeley ha scoperto un metodo per ottenere informazioni sulle imminenti scosse di terremoto con decine di secondi di anticipo. Anche se decine di secondi possono non sembrare grande cosa, si tratta di un tempo sufficiente alle aziende dell’elettricità e del gas per chiudere o isolare i propri sistemi, alle compagne telefoniche per reindirizzare il traffico, agli aeroporti per arrestare i decolli e gli atterraggi, e alle squadre di emergenza per individuare subito le aree più a rischio. Tutte azioni che possono far risparmiare vite e denaro. Il sistema d’allarme progettato da Richard Allen si basa sulla scoperta che è possibile, nel giro di pochi secondi dopo una frattura sismica, prevedere l’intensità totale del terremoto e il suo potenziale distruttivo. Nel caso di una scossa a San Francisco, per esempio, Allen stima che è probabile che la città possa ricevere un avvertimento con circa 20 secondi di anticipo. Il metodo sfrutta le differenze nella frequenza dei segnali sismici emanati da terremoti di piccola e media intensità durante i primi quattro secondi della rottura: i terremoti più grandi sono caratterizzati da segnali di minor frequenza rispetto a quelli più piccoli. Il segnale fa parte dell’onda primaria (“onda P”), ovvero la prima e la meno distruttiva a giungere dopo una frattura. L’onda P è seguita da un’onda secondaria (“onda S”), che scuote il terreno in ogni direzione. In seguito, in superficie giungono altre onde più distruttive. Allen ha calcolato la relazione fra la frequenza dell’onda P e la magnitudo del terremoto in un’area specifica. “Possiamo determinare l’ordine di grandezza della scossa entro un paio di secondi dall’inizio del terremoto – afferma Allen – e prevedere il movimento del terreno prima che venga percepito”. Il ricercatore e i suoi colleghi stanno ora collaborando con l’U.S. Geological Survey

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