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lunedì 23 marzo 2009

Tagli stipendi parlamentari, in poche parole agli onorevoli tolgono 950euro, quasi il mio stipendio,e quando l'aumento è di 20euro e pure tassate.

Per cercare di riparare il danno che ci sta facendo sprofondare a tutti noi, che siamo a cavallo VERAMENTE di questo grande stivale,( l’ITALIA) , Albertina Soliani (PD), vuole ridurre le spese, proponendo una super tassa a chi ha un reddito SUPERIORE A 120MILA EURO L’ANNO!!!!!!

Poi, l’intenzione sarebbe quella di ridurre i stipendi parlamentari di 950euro al mese!!!

E lo credo che stiamo andando in rotoli, il parlamento pullula di soggetti assenteisti, che vengono strapagati e che non fanno il loro dovere, che sarebbe quello di soddisfare le nostre richieste, di poterci dare una vita decente, mentre loro, sicuramente, si lamenteranno perché gli verrà detratto dallo stipendio la somma di 950euro, e quando ci sono gli aumenti dei nostri stipendi, vacillano dalle 10 alle 30 euro…..



Nel giugno del 2007 si spese - assieme a Rocco Buttiglione - affinché nella buvette di Palazzo Madama non mancassero i gelati. La richiesta suscitò clamore (in taluni casi, a dire il vero, non mancò lo sdegno popolare), anche perché il periodo - decisamente caldo, ma non per via del meteo - era di quelli pessimi.

Non a caso, lei chiosò: «Abbiamo sbagliato i tempi, l’atmosfera è pesante per colpa dei costi della politica».

Due anni dopo, la senatrice Nel giugno del 2007 si spese - assieme a Rocco Buttiglione - affinché nella buvette di Palazzo Madama non mancassero i gelati. La richiesta suscitò clamore (in taluni casi, a dire il vero, non mancò lo sdegno popolare), anche perché il periodo - decisamente caldo, ma non per via del meteo - era di quelli pessimi. Non a caso, lei chiosò: «Abbiamo sbagliato i tempi, l’atmosfera è pesante per colpa dei costi della politica».

Due anni dopo, la senatrice Albertina Soliani (Pd) torna a parlare di costi della politica. Ma lo fa con un disegno di legge che ha come obiettivo la diminuzione degli stipendi (quelli dei parlamentari, s’intende) oltre che dei bonus. Quanto alla tassa sui ricchi proposta dal segretario Dario Franceschini, la Soliani è netta: «Non si può che dire di sì». La sovrattassa da applicare ai redditi annui superiori ai 120mila euro, però, «è soltanto un segnale, a cui bisogna far seguire un gesto concreto», e dunque non limitato nel tempo. Ecco perché la Soliani entra nel merito di un argomento di cui molti spesso si riempiono la bocca ma su cui poi, di fatto, nessuno muove un dito. Il testo del disegno di legge - la senatrice presto sarà a Reggio per presentarlo in maniera più dettagliata - prevede innanzitutto un taglio minimo di 920 euro al mese, con avvicinamento alla media europea e riduzione automatica in situazione di crisi economica, oltre che divieto di cumulo (gettoni di presenza o altre indennità per incarichi conferiti da enti pubblici e privati). «I costi della politica - dice - vanno ridotti indipendentemente dall’attuale situazione di crisi perché sono elevati ed eccessivi. L’indennità dei parlamentari deve certamente essere commisurata al ruolo ma non deve servire per arricchirsi. E’ necessaria una maggiore trasparenza e va eliminato lo status di privilegio del parlamentare perché solo così si può colmare la distanza che oggi c’è fra i cittadini e la politica». Il disegno di legge prevede inoltre una stretta ai rimborsi per la cosiddetta «diaria» che dovrà essere riservata a chi non risiede a Roma, corrisposta solo a richiesta per le spese attestate, e ridotta per ogni giorno di assenza.
Quanto poi all’attuale compenso della Soliani, ecco le cifre: 5mila euro di indennità e 6.900 euro di competenze accessorie (comprensive di diaria e quota portaborse). Totale: 11.900 euro. «Ma vi dico anche le uscite - prosegue la senatrice - visto che 1.500 euro vanno al Pd nazionale, 1.100 al Pd di Parma, 1.100 al Pd di Reggio e Boretto, 1.945 a una collaboratrice a contratto, 1.000 a una società di comunicazione, 1.500 per l’affitto di una casa a Roma e 2.000 per il noleggio dell’auto. Totale? Più di 10.000 euro. Il conto di quel che mi resta è presto fatto. Ma per vivere ho anche la pensione di dirigente didattico». torna a parlare di costi della politica. Ma lo fa con un disegno di legge che ha come obiettivo la diminuzione degli stipendi (quelli dei parlamentari, s’intende) oltre che dei bonus. Quanto alla tassa sui ricchi proposta dal segretario Dario Franceschini, la Soliani è netta: «Non si può che dire di sì». La sovrattassa da applicare ai redditi annui superiori ai 120mila euro, però, «è soltanto un segnale, a cui bisogna far seguire un gesto concreto», e dunque non limitato nel tempo. Ecco perché la Soliani entra nel merito di un argomento di cui molti spesso si riempiono la bocca ma su cui poi, di fatto, nessuno muove un dito. Il testo del disegno di legge - la senatrice presto sarà a Reggio per presentarlo in maniera più dettagliata - prevede innanzitutto un taglio minimo di 920 euro al mese, con avvicinamento alla media europea e riduzione automatica in situazione di crisi economica, oltre che divieto di cumulo (gettoni di presenza o altre indennità per incarichi conferiti da enti pubblici e privati). «I costi della politica - dice - vanno ridotti indipendentemente dall’attuale situazione di crisi perché sono elevati ed eccessivi. L’indennità dei parlamentari deve certamente essere commisurata al ruolo ma non deve servire per arricchirsi. E’ necessaria una maggiore trasparenza e va eliminato lo status di privilegio del parlamentare perché solo così si può colmare la distanza che oggi c’è fra i cittadini e la politica». Il disegno di legge prevede inoltre una stretta ai rimborsi per la cosiddetta «diaria» che dovrà essere riservata a chi non risiede a Roma, corrisposta solo a richiesta per le spese attestate, e ridotta per ogni giorno di assenza.
Quanto poi all’attuale compenso della Soliani, ecco le cifre: 5mila euro di indennità e 6.900 euro di competenze accessorie (comprensive di diaria e quota portaborse). Totale: 11.900 euro. «Ma vi dico anche le uscite - prosegue la senatrice - visto che 1.500 euro vanno al Pd nazionale, 1.100 al Pd di Parma, 1.100 al Pd di Reggio e Boretto, 1.945 a una collaboratrice a contratto, 1.000 a una società di comunicazione, 1.500 per l’affitto di una casa a Roma e 2.000 per il noleggio dell’auto. Totale? Più di 10.000 euro. Il conto di quel che mi resta è presto fatto. Ma per vivere ho anche la pensione di dirigente didattico».(Fonte)

1 commenti:

  1. Proppongo una riduzione dello stipendio agli onorevoli e politici in genere del 50%
    Con questo denaro si potrà aumentare le pensioni che sono ormai all'osso.
    Credo che se non si faranno presto queste operazioni, la classe politica sarà sempre più odiata e diventerà anche pericoloso perchè la gente non ne può più.

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