L’unico rimasto ancora impunito resta il mago Do Nascimiento, tutt’ora latitante in Brasile, dove ha cercato rifugio dalla giustizia e dagli innumerevoli appostamenti di Striscia la Notizia.
Vanna e Stefania Marchi, notte in villaL'avvocato: «Sono pronte a costituirsi»
Vanna Marchi avrebbe trascorso la notte chiusa nella sua villa a Osta di Castel del Rio, sull'Appennino imolese, dove si troverebbe anche questa mattina, in attesa di tornare in carcere dopo la conferma - decisa ieri sera dalla Cassazione - della condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. È quanto trapela in paese, dove la donna ha la residenza.
Anche la figlia della Marchi, Stefania Nobile, deve tornare in carcere; la sua condanna è a nove anni, quattro mesi e nove giorni di reclusione. Ieri il legale dell'ex televenditrice e della figlia, Liborio Cataliotti, aveva affermato che «sono pronte a costituirsi».
Davanti alla villa della Marchi, nella quale si trova anche il suo compagno (non si sa se all'interno ci sia pure Stefania), staziona da ieri una pattuglia di carabinieri della Compagnia di Imola.«Confido - ha detto ancora l'avvocato Cataliotti - che a Vanna Marchi e a sua figlia concedano l'indulto, che avevo chiesto, e anche un ulteriore sconto di tre mesi per la loro condotta tenuta quando erano agli arresti domiciliari».
Il legale ha calcolato che se le cose dovessero stare in questi termini, la pena che madre e figlia dovrebbero scontare è di circa 5 anni. «Poi tra un anno chiederò la detenzione domiciliare per Stefania - ha aggiunto - a causa della sua malattia». Il legale ha comunque ribadito che la pena inflitta «è stata esagerata» visto anche il loro comportamento tenuto in questi anni: «non hanno dato alcun problema ma sono rimaste a lavorare come cameriere una in un bar e l'altra in un ristorante di Milano. Vista la buona condotta - ha concluso - contiamo di avere dei benefici». (Fonte)
Dal Messaggero del 04.03.2009
La Cassazione ha confermato la condanna a nove anni e sei mesi di reclusione - per associazione a delinquere finalizzata alla truffa - nei confronti della teleimbonitrice Vanna Marchi e della figlia Stefania Nobile (nove anni, quattro mesi e nove giorni).
Confermata anche la condanna a tre anni di reclusione -interamente condonata - nei confronti dell'ex compagno della Marchi, Francesco Campana.
La Suprema Corte ha dunque confermato in pieno il verdetto emesso il 27 marzo 2008 dalla Corte d'appello di Milano.
Stamani (04.03.2009)la Procura del Palazzaccio - rappresentata da Antonello Mura - aveva chiesto la conferma delle pene. Vanna Marchi e la figlia dovranno quindi tornare in carcere: il loro legale ha fatto presente che Vanna Marchi dovrebbe ancora scontare «5 anni e 4 mesi di reclusione, poiché ha già scontato un anno, e poi potrebbe avere lo sconto di tre anni per l'indulto».
L'avvocato stamattina aveva affermato che le due donne «sono pronte a costituirsi».La requisitoria del pg. Ad avviso del Pg Mura «tante povere persone hanno finito per abboccare all'amo di questa sorta di pesca miracolosa fatta dalla Marchi e dai suoi complici». Nella sua requisitoria, il Pg di piazza Cavour aveva sottolineato la solidità della sentenza d'appello affermando che «non presenta alcun vizio ed è congruamente e fortemente motivata». Per il Pg, inoltre, «l'ampia motivazione della sentenza sulla struttura associativa dà conto dell'esistenza di una tipica associazione a delinquere». Mura, infine, ha escluso che sia maturata la prescrizione su 43 dei 111 episodi di truffa che hanno dato origine al processo - per associazione per delinquere finalizzata alla truffa - approdato oggi in Cassazione.
Nella requisitoria il Pg ha chiesto anche la conferma dei risarcimenti - circa due milioni di euro - nei confronti delle vittime della Marchi truffati con la vendita di amuleti miracolosi. Il sedicente mago brasiliano, Mario Pacheco Do Nascimento, altro complice della Marchi, è latitante e non ha fatto ricorso in Cassazione contro la condanna d'appello.
Difesa chiedeva la prescrizione. L'avvocato di Vanna Marchi, Liborio Cataliotti, aveva chiesto alla Cassazione, nella sua arringa difensiva, «di dichiarare la prescrizione di 43 episodi di truffa e di rideterminare, al ribasso, la pena per l'imputata». Secondo il legale «la requisitoria del Pg della Cassazione è sbagliata sia sul piano giuridico che su quello matematico per quanto riguarda la determinazione della pena».
Cataliotti ha fatto presente che la Marchi dovrebbe ancora scontare «cinque anni e quattro mesi di reclusione dal momento che ha già scontato un anno e poi potrebbe avere lo sconto per l'indulto». Sia la Marchi che la figlia, nel caso di conferma della condanna da parte della Cassazione «sono già preparate in caso di condanna a costituirsi spontaneamente presso un comando dei carabinieri. Sarà una consegna che avverrà in sordina per non alimentare caos.(Fonte)
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